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Carabinieri Forestali: chi sono, cosa fanno e come si entra

Guida ai Carabinieri Forestali: struttura del CUFAA, compiti di tutela forestale, ambientale e agroalimentare, numero 1515 e accesso alla specialità.

Due Carabinieri Forestali in divisa impegnati in una pattuglia a cavallo attraverso un parco boschivo.

I Carabinieri Forestali non sono un corpo separato né un concorso a sé stante. Sono una specialità dell’Arma dei Carabinieri, nata dall’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato e organizzata attorno a un comando dedicato, il CUFAA. Capire questa distinzione è il primo passo per orientarsi, soprattutto per chi è appena entrato nell’Arma e valuta il percorso verso la specialità.

Questa guida spiega come è strutturata la specialità, quali sono i quattro comandi che ne dipendono, come si distribuiscono le competenze sul territorio, a cosa serve il numero 1515 e come si arriva alla formazione forestale dopo il corso base. L’obiettivo è dare un quadro operativo chiaro, con i numeri ufficiali dell’organizzazione e i riferimenti normativi che la reggono.

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Che cosa sono i Carabinieri Forestali: una specialità dell’Arma, non un accesso autonomo

Due carabinieri forestali a cavallo in alta uniforme con mantello durante un servizio di pattugliamento.
Il termine “Carabinieri Forestali” indica il personale che opera all’interno del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, la grande struttura specialistica dell’Arma dedicata alla tutela forestale, ambientale, del territorio, delle acque e delle filiere agroalimentari. È una struttura militare a tutti gli effetti, inserita nell’ordinamento dell’Arma dei Carabinieri.

Chi cerca informazioni sulla “guardia forestale” trova spesso riferimenti a un corpo civile autonomo. Quel corpo non esiste più come amministrazione separata: le sue funzioni sono state trasferite ai Carabinieri. Di conseguenza, la specialità si raggiunge dall’interno, dopo essere entrati nell’Arma, e non attraverso un concorso civile parallelo.

Descrizione generale Dettaglio
Attiva dal 25 ottobre 2016
Nazione Italia
Servizio Arma dei Carabinieri
Tipo Specialità di pubblica sicurezza
Ruolo Polizia ambientale, Polizia forestale, Pubblica sicurezza, Polizia giudiziaria, Polizia amministrativa, Ordine pubblico, Polizia ittico-venatoria
Dimensione ~8000
Sede via Giosuè Carducci, 5 – 00187 Roma
Soprannome Carabinieri Forestali
Sito internet Cufaa
Parte di Arma dei Carabinieri, Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Reparti dipendenti Comando carabinieri per la tutela forestale e parchi, Comando tutela ambientale e sicurezza energetica, Comando per la tutela agroalimentare, Comando tutela della biodiversità
Comandante attuale generale di corpo d’armata Fabrizio Parrulli

Dal Corpo Forestale dello Stato al CUFAA

Il Corpo Forestale dello Stato ha avuto una storia lunga quasi due secoli, con denominazioni diverse a seconda delle epoche. Alla data della sua chiusura, il 31 dicembre 2016, contava 7.563 unità di personale. Il suo motto, “Pro Natura Opus et Vigilantia”, e il patrono San Giovanni Gualberto restano riferimenti identitari ancora citati quando si parla di eredità della Forestale.

Il passaggio è avvenuto in due tempi. Come riporta il sito ufficiale dell’Arma dei Carabinieri, il CUFAA è stato istituito ufficialmente il 25 ottobre 2016 a Roma, presso la Caserma “Salvo D’Acquisto”, sede del Comando Unità Mobili e Specializzate “Palidoro”. Alla cerimonia erano presenti il Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali Maurizio Martina, il Comandante Generale dell’Arma Tullio Del Sette e il Capo del Corpo Forestale dello Stato Cesare Patrone.

L’assorbimento vero e proprio è diventato operativo dal 1° gennaio 2017. Da quella data funzioni e personale del Corpo Forestale dello Stato sono confluiti nell’Arma, dando vita a quella che la stessa fonte istituzionale descrive come la più articolata struttura di polizia ambientale d’Europa.

Il numero unico 1515, storicamente associato alla Forestale, è rimasto attivo. Oggi è il recapito del Servizio di Emergenza Ambientale dei Carabinieri Forestali, un elemento di continuità immediatamente riconoscibile per i cittadini.

Il perimetro del D.Lgs 177/2016

La base giuridica dell’operazione è il decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177, recante disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato. Il D.Lgs 177/2016 ha ridisegnato la mappa delle competenze tra le forze di polizia e ha creato il comando unitario che oggi coordina la specialità.

Il decreto non si è limitato a spostare personale. Ha definito anche il contenuto delle funzioni assegnate all’Arma in materia agroalimentare e ambientale. In particolare, l’articolo 7.2 del D.Lgs 177/2016 attribuisce ai Carabinieri la prevenzione e repressione delle frodi a danno della qualità delle produzioni agroalimentari, i controlli derivanti dalla normativa comunitaria agroforestale e ambientale e il concorso alla sicurezza alimentare e alla biosicurezza.

Un altro effetto diretto del D.Lgs 177/2016 riguarda la formazione. Sempre in attuazione del decreto, il 1° gennaio 2017 è stata istituita la Scuola Forestale Carabinieri di Cittaducale, che ha ereditato la funzione addestrativa dell’istituto risalente al 1903.

La collocazione dopo l’ingresso nell’Arma

Il punto pratico da fissare è semplice. Si entra prima nell’Arma dei Carabinieri, si svolge il corso base e solo successivamente si accede alla formazione specialistica che porta alla specialità forestale. Non c’è una via d’ingresso civile che salti questi passaggi.

Questa impostazione ha una conseguenza concreta anche sul piano dell’inquadramento. Poiché il CUFAA è una struttura militare dell’Arma, chi opera nella specialità resta personale militare, con lo stesso stato giuridico degli altri Carabinieri e con una qualificazione professionale aggiuntiva nei settori forestale, ambientale e agroalimentare.

Anche i gradi seguono la scala gerarchica dell’Arma. Non esiste una gerarchia parallela: cambia la specializzazione, non l’ordinamento militare di appartenenza. Al vertice della Scuola Forestale, per esempio, è previsto un Generale di Brigata del Ruolo Forestale.

I 123 vincitori allievi 2026 e il passaggio alla formazione forestale

Per il 2026 il percorso resta lo stesso. I 123 vincitori allievi sono destinati alla formazione forestale dopo il corso base dell’Arma, attraverso un ciclo formativo di durata pari o superiore a tre mesi.

Chi si prepara a questo passaggio deve quindi ragionare in due fasi. La prima è l’ingresso e l’addestramento generale come Carabiniere. La seconda è il ciclo specialistico, che introduce alla normativa e alle tecniche operative della tutela forestale, della polizia ambientale e dei controlli agroalimentari.

Catena di comando e dipendenze funzionali del CUFAA

La struttura di comando del CUFAA è doppia e questo spiega molte delle notizie che periodicamente riguardano i Carabinieri Forestali. Gerarchicamente il comando dipende dal Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri. Funzionalmente risponde a ministeri diversi a seconda della materia trattata.

Per le materie forestali e agroalimentari, la dipendenza funzionale è dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste. È un legame che riflette la storia del Corpo Forestale dello Stato, che era parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

Per le funzioni ambientali ed energetiche, invece, la dipendenza funzionale riguarda il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e si applica in modo specifico al Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica. È una deroga mirata, non un’eccezione generale.

L’ultimo riassetto organizzativo

Il quadro è stato ritoccato di recente. Come riportato da Il Sole 24 Ore, l’articolo 161-ter di un decreto legge sulle emergenze per l’agricoltura, intitolato “Personale ispettivo con compiti di polizia agroalimentare”, ha stabilito che il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari dipende funzionalmente dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.

La formula normativa mantiene però esplicitamente ferma “la dipendenza funzionale dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica del Comando per la tutela ambientale e la sicurezza energetica”. In pratica, il baricentro torna all’Agricoltura, mentre il comparto ambientale conserva il proprio raccordo con il ministero competente.

Restano invariate, sempre secondo la ricostruzione di Il Sole 24 Ore, la dipendenza dell’Arma dal Capo di stato maggiore della difesa per i compiti militari, tramite il comandante generale, e la dipendenza funzionale dal Ministro dell’Interno per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha letto la modifica in chiave di rafforzamento istituzionale.

potenziamento del ruolo dell’Arma dei Carabinieri

Chi comanda i Carabinieri Forestali

Al vertice del CUFAA c’è un ufficiale generale dell’Arma. Il comandante è il Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, in carica dal 18 dicembre 2024. Il dato non compare in un comunicato istituzionale tra quelli qui richiamati, quindi va considerato come indicazione da verificare sui canali ufficiali dell’Arma prima di essere citato in contesti formali.

Sopra il CUFAA resta comunque il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, che rappresenta il vertice gerarchico dell’intera organizzazione. La sede del comando è a Roma, in via Giosuè Carducci 5, lo stesso indirizzo che ospitava l’Ispettorato generale del Corpo Forestale dello Stato.

I quattro comandi specializzati: come si distribuiscono le competenze

Dal CUFAA dipendono 4 comandi principali. Ogni comando presidia un blocco di materie e dispone di reparti propri, con un’articolazione che arriva fino al livello provinciale e locale.

I quattro comandi sono il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi, il Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità, il Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. Insieme coprono l’intero spettro delle funzioni ereditate dal Corpo Forestale dello Stato e le competenze ambientali già proprie dell’Arma.

La logica di riparto è abbastanza lineare. Il comando forestale presidia le competenze territoriali generali, quelle diffuse e capillari. Il comando biodiversità coordina i Raggruppamenti Biodiversità e CITES, cioè le funzioni scientifiche e di conservazione. Il comando ambientale affronta i fenomeni di inquinamento e le indagini più complesse. Il comando agroalimentare lavora sui controlli della filiera e sui finanziamenti comunitari.

Nelle pubblicazioni della Difesa legate allo sfilamento del 2 giugno 2024, la composizione della specialità viene descritta in modo ancora più granulare: Carabinieri per la tutela forestale e dei Parchi, Carabinieri del Raggruppamento Biodiversità, del CITES, del Comando per la Tutela Ambientale e la Transizione Ecologica, del Comando per la Tutela Agroalimentare, del servizio Meteomont e le Unità Cinofile Antiveleno.

Vale la pena tenerne conto per un motivo pratico. Le denominazioni del comparto ambientale hanno seguito nel tempo l’evoluzione del ministero di riferimento, passando dal richiamo alla transizione ecologica a quello alla sicurezza energetica. La struttura operativa, però, è la stessa.

Ne deriva una chiave di lettura utile per chi guarda alla specialità dall’interno dell’Arma. La specialità forestale è un sistema articolato di reparti e competenze, non un’unica mansione svolta indistintamente da tutti gli appartenenti. Il lavoro quotidiano in una Stazione di montagna è diverso da quello di un Nucleo Operativo Ecologico o di un Nucleo CITES in aeroporto.

Tutela Forestale e dei Parchi: il presidio del territorio

Fuoristrada dei Carabinieri Forestali parcheggiato in un'area rurale per il controllo e il presidio del territorio.
Il Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi riunisce sotto un unico comando tutti i reparti forestali con competenze presidiarie, cioè quelli privi di una particolare connotazione specialistica ma essenziali per la copertura del territorio. È il cuore quantitativo della specialità.

Le funzioni assegnate sono ampie. Comprendono la polizia forestale e idraulica, la tutela del patrimonio paesaggistico, naturalistico e faunistico, il concorso nel monitoraggio e nel controllo del territorio ai fini della prevenzione del dissesto idrogeologico, la sorveglianza e l’accertamento degli illeciti commessi in violazione delle norme sulla tutela delle acque dall’inquinamento e sul relativo danno ambientale.

Sul fronte della prevenzione dei rischi, il comando si occupa della prevenzione e repressione delle violazioni in materia di incendi boschivi. Alle sue dipendenze opera un NIAB, il Nucleo Informativo Antincendio Boschivo, che svolge funzioni informative su questo specifico fenomeno.

Meteomont e il rischio valanghe

Tra i compiti meno noti ma più visibili per chi frequenta la montagna c’è il controllo del manto nevoso e la previsione del rischio valanghe. Il risultato di questa attività è il bollettino Meteomont, prodotto dall’omonimo servizio.

Meteomont è un esempio chiaro di come la tutela forestale non si esaurisca nella repressione degli illeciti. Il servizio produce informazione tecnica utilizzata da escursionisti, scialpinisti, amministrazioni locali e operatori del soccorso. È attività di prevenzione, non di polizia giudiziaria.

La rete territoriale: Comandi Regione, Gruppi, Nuclei e Stazioni

L’articolazione territoriale è ciò che rende riconoscibile la specialità. Alle dipendenze del comando ci sono 14 Comandi Regione Carabinieri Forestale, che rappresentano il livello regionale della catena.

All’interno dei Comandi Regione sono inquadrati 83 Gruppi Carabinieri Forestali, che operano su base provinciale. Da questi dipendono circa 800 Stazioni e Nuclei Carabinieri Forestali, il livello di prossimità che garantisce il contatto diretto con il territorio, con i comuni e con le comunità locali.

A questa rete si aggiungono 5 Centri Anticrimine Natura, situati a Palermo, Catania, Agrigento, Cagliari e Udine. Insieme ai Gruppi, i Centri Anticrimine Natura ospitano i NIPAAF, i nuclei investigativi della specialità.

Il Raggruppamento Carabinieri Parchi completa il quadro. Gestisce 20 Reparti Carabinieri Parchi Nazionali, supportati da circa 150 Stazioni Carabinieri Parco e da 3 distaccamenti. Sono i reparti che presidiano stabilmente i parchi nazionali, con personale dedicato alla vigilanza e al controllo delle aree protette.

Per chi valuta la specialità, questa rete è anche una mappa delle possibili sedi di impiego. Si va dai Nuclei Carabinieri Forestale nei piccoli comuni montani ai reparti dentro i parchi nazionali, fino ai Gruppi provinciali dove si concentrano le attività investigative.

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Biodiversità, riserve naturali e CITES

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi esercita funzioni di direzione, coordinamento e controllo su due raggruppamenti: il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità e il Raggruppamento Carabinieri CITES. Sono preposti alla tutela della biodiversità nelle 130 riserve naturali statali e all’applicazione della Convenzione di Washington.

Si tratta del comparto più tecnico della specialità. Qui il lavoro riguarda la gestione attiva di aree protette, la conservazione di habitat e specie, la ricerca applicata e il contrasto al commercio illegale di animali e vegetali.

Il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità

L’articolazione prevede 28 Reparti Carabinieri Biodiversità. Da questi dipendono 3 Centri Nazionali Carabinieri Biodiversità e 41 Nuclei Carabinieri Tutela Biodiversità, oltre a un distaccamento.

Il patrimonio gestito è considerevole. Le riserve e le foreste statali affidate al comparto coprono complessivamente circa 130.000 ettari, distribuiti dalla fascia alpina all’Appennino meridionale, e rappresentano una delle maggiori concentrazioni di biodiversità in Europa.

Le riserve naturali statali non sono tutte uguali. Sono classificate in base al regime di protezione adottato: orientate, biogenetiche, zoologiche, popolazionistiche, antropologiche e integrali. Le riserve integrali sono quelle con il livello di protezione più stringente, dove i cicli naturali si svolgono senza interferenze.

Il modello descritto dal Raggruppamento è unitario ma differenziato. Un’unica regia gestionale, con strumenti calibrati sul tipo di riserva e sugli obiettivi di conservazione. Questo comparto lavora molto sulla gestione ordinaria e sul monitoraggio, meno sull’attività repressiva quotidiana.

Il sistema CITES

CITES è l’acronimo della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione. In Italia la sua attuazione è affidata ai Carabinieri Forestali, che ne curano sia il controllo amministrativo sia il contrasto agli illeciti.

Il Raggruppamento Carabinieri CITES dispone di un Reparto Operativo, collegato tecnicamente e funzionalmente con 34 Nuclei CITES e 9 distaccamenti. Questi nuclei sono distribuiti nei Gruppi Carabinieri Forestali e nei Centri Anticrimine Natura del Comando Carabinieri per la Tutela Forestale e dei Parchi.

L’attività CITES riguarda il controllo di importazioni ed esportazioni di specie protette, animali vivi, pelli, legname, avorio, piante e prodotti derivati. È un lavoro che richiede competenze tecniche specifiche, dalla riconoscibilità delle specie alla gestione della documentazione internazionale.

Il collegamento con la rete territoriale è la forza del modello. Un Nucleo CITES inserito in un Gruppo provinciale può contare sul supporto operativo dei reparti locali, mentre il Reparto Operativo centrale garantisce l’omogeneità tecnica delle procedure.

Tutela Ambientale e Sicurezza Energetica: il ruolo dei NOE

Carabinieri forestali effettuano un prelievo d’acqua in un fiume per controlli sulla qualità ambientale.
Il comparto ambientale ha una storia autonoma rispetto alla Forestale. Nel 1986, insieme al Ministero dell’Ambiente, venne istituito il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri, il NOE, posto alle dipendenze funzionali dello stesso ministero con compiti di vigilanza, prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale.

L’Italia è stata la prima nazione in Europa a dotarsi di una forza scelta e orientata in via prioritaria all’applicazione della normativa ambientale. Con la legge 23 marzo 2001, n. 93, il NOE ha assunto la denominazione di Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e la struttura è stata potenziata su base interprovinciale, per garantire una presenza qualificata su tutto il territorio nazionale.

Oggi il comparto dispone di 31 Nuclei Operativi Ecologici, riuniti sotto 5 Gruppi di Tutela Ambientale. È l’ossatura investigativa della polizia ambientale italiana.

I settori di intervento

Il reparto è composto da personale specializzato in legislazione e cultura dell’ambiente e assolve funzioni di polizia giudiziaria in materia ambientale, con esclusione degli accertamenti di natura tecnico-scientifica. Per questi ultimi si avvale di organismi pubblici dedicati, in particolare del sistema agenziale, del Servizio Sanitario Nazionale e del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche.

I settori di intervento indicati dall’Arma sono l’inquinamento del suolo, idrico, atmosferico e acustico, la salvaguardia del patrimonio naturale, l’impiego di sostanze pericolose e le attività a rischio di incidente rilevante, i materiali strategici radioattivi e altre sorgenti radioattive, la protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici.

A questi si aggiungono il contrasto all’abusivismo edilizio nelle aree protette, lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e la vigilanza sul ciclo dei rifiuti. Proprio il ciclo dei rifiuti è il terreno su cui si concentrano molte delle indagini contro le ecomafie, cioè le organizzazioni che ricavano profitto dai traffici illeciti in campo ambientale.

Come si dividono le indagini con i NIPAAF

La ripartizione tra reparti è pensata per evitare sovrapposizioni. Il Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica sviluppa le investigazioni più complesse, quelle ultraprovinciali e transnazionali, dove servono coordinamento ampio e continuità nel tempo.

I NIPAAF seguono invece le attività informative e operative di rilievo locale o provinciale. Quando un’indagine cresce e supera i confini del territorio, il testimone passa naturalmente al comparto ambientale.

Questa distinzione è utile anche per capire dove si finisce a lavorare. Un militare della specialità può trovarsi in un NOE, dove il lavoro è quasi interamente investigativo, oppure in un NIPAAF, dove l’attività di indagine si combina con il presidio del territorio.

Tutela Agroalimentare: frodi, filiera e controlli ufficiali

Nel settore dell’agricoltura e della pesca l’Arma vigila attraverso il Comando Carabinieri per la Tutela Agroalimentare. La struttura prevede un Reparto Operativo a livello centrale e 5 Reparti Tutela Agroalimentare a livello interregionale, con sede a Torino, Parma, Roma, Salerno e Messina.

Le priorità del reparto sono due. La prima è garantire che i finanziamenti comunitari erogati non siano distratti verso interessi illeciti. La seconda è tutelare i consumatori mediante controlli sul ciclo di produzione, nel rispetto dell’ecosistema e a garanzia della genuinità dei prodotti.

Un’attenzione specifica è dedicata alla verifica della qualità dei generi alimentari inviati dall’Italia ad altri Paesi indigenti o in situazioni di crisi, come forma di sostegno. È un controllo che tocca la reputazione internazionale del sistema agroalimentare italiano.

Il posto del CUFAA nel sistema dei controlli ufficiali

Il decreto legislativo 27/2021 ha riorganizzato in Italia il sistema dei controlli ufficiali sulla filiera agroalimentare, in attuazione del regolamento europeo 2017/625 sui controlli ufficiali. Le autorità competenti individuate dall’articolo 2 di quel decreto includono il Ministero della Salute, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano, le Aziende sanitarie locali, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, oggi MASAF, il Ministero della transizione ecologica, il Comando Carabinieri per la tutela della salute e il CUFAA.

La presenza del CUFAA in questo elenco ha un significato preciso. La tutela agroalimentare dei Carabinieri Forestali non è un’attività di supporto, ma una competenza riconosciuta nell’architettura nazionale dei controlli.

C’è però un limite da conoscere, perché genera spesso confusione sul campo. Nei controlli ufficiali il CUFAA può svolgere attività di controllo e accertamento, mentre la competenza a irrogare le sanzioni amministrative relative a etichette, pubblicità e altre informazioni alimentari resta attribuita all’ICQRF.

Accertare e sanzionare, quindi, non sempre coincidono. È un aspetto che chi lavora nella tutela agroalimentare impara presto, perché determina il seguito procedurale di ogni verifica.

NIPAAF, polizia giudiziaria e canali per le segnalazioni

I NIPAAF, Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, sono i reparti investigativi della specialità. Si tratta di servizi di polizia giudiziaria ubicati nei gruppi provinciali dei 14 Comandi Regione Carabinieri Forestale, nelle Regioni a statuto ordinario.

Descrizione generale Attiva Nazione Servizio Tipo Ruolo Parte di
Nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale dal 1992 Italia Corpo forestale dello Stato (fino al 31 dicembre 2016) Comando carabinieri per la tutela forestale (dal 1º gennaio 2017) Polizia Ambientale Attività di polizia giudiziaria in contrasto ai reati ambientali e reati connessi 14 Comandi Regione Carabinieri Forestale

Dal 1° gennaio 2017 i nuclei sono stati ridenominati e inquadrati negli 83 Gruppi provinciali Carabinieri Forestale. La continuità con l’esperienza investigativa del Corpo Forestale dello Stato è quindi diretta: cambia la casacca, non il tipo di lavoro.

Che cosa indagano i NIPAAF

Gli ambiti sono quelli tipici della criminalità ambientale e agroalimentare. Rientrano tra le materie di competenza il traffico illecito di rifiuti, gli abusi edilizi, il maltrattamento di animali, gli incendi boschivi, l’inquinamento idrico e atmosferico, il bracconaggio e le frodi alimentari.

L’attività si svolge sia di iniziativa sia su delega della magistratura. È il tratto che distingue un nucleo investigativo da un reparto di presidio: qui il lavoro parte da un’ipotesi di reato e si sviluppa con gli strumenti del procedimento penale.

Su questo punto è bene evitare semplificazioni. La qualifica di polizia giudiziaria comporta poteri definiti dalla legge, che si esercitano nelle condizioni e nei limiti previsti dal codice di procedura penale e dalle norme di settore. Dire che “i Carabinieri Forestali possono arrestare in ogni situazione” è impreciso: i poteri concreti dipendono dal reato, dalla flagranza e dal caso specifico.

Il numero 1515 e le segnalazioni

Per le emergenze ambientali è attivo il numero 1515, che corrisponde al Servizio di Emergenza Ambientale dei Carabinieri Forestali. È il canale da usare quando la situazione richiede un intervento immediato: un incendio boschivo in corso, uno sversamento, un abbandono di rifiuti pericolosi in atto, un animale in pericolo.

Il 1515 non è pensato per le richieste informative o per le pratiche amministrative. Per quelle conviene rivolgersi direttamente al reparto competente per territorio, cioè al Nucleo o alla Stazione Carabinieri Forestale della zona, oppure al Gruppo provinciale.

All’interno dei parchi nazionali il riferimento è spesso il reparto dedicato. Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, per esempio, pubblica tra i propri contatti quelli del Reparto Carabinieri del parco a Pescasseroli, con orari di apertura e indirizzo email, accanto al numero 1515 per le emergenze.

Per le comunicazioni formali esistono infine i domicili digitali dei reparti, pubblicati nell’Indice dei domicili digitali della pubblica amministrazione. È il canale corretto per la corrispondenza che richiede valore legale.

Dettaglio Informazione
Codice IPA cc
COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA FORESTALE E DEI PARCHI – ROMA codice univoco: MHZVNL
Tipologia Ufficio per l’erogazione di servizi
AOO di riferimento Codice AOO: AA70DCF
Domicili Digitali [email protected] dal 10/04/2020 – PEC
Indirizzo Via GIOSUE’ CARDUCCI 5 – 00187 Roma (RM)
Indirizzi Email [email protected] – MAIL
Responsabile Reparto Comandante
Unità Organizzativa di livello superiore COMANDO UNITA FORESTALI AMBIENTALE E AGROALIMENTARI CC

Lo stesso schema vale per i livelli inferiori. Ogni Gruppo Carabinieri Forestale e ogni Nucleo territoriale è censito con un proprio codice univoco, indirizzo e recapito PEC, consultabile pubblicamente. Chi deve inviare una segnalazione scritta e vuole essere certo del destinatario può partire da lì.

La Scuola Forestale e il percorso formativo dopo il corso base

Addestramento dei Carabinieri Forestali in alta montagna sulla neve per un modulo di formazione specialistica outdoor.
La formazione specialistica è il vero snodo per chi vuole arrivare alla specialità. La Scuola Forestale Carabinieri, con sede a Cittaducale, in provincia di Rieti, è stata istituita il 1° gennaio 2017 per effetto del D.Lgs 177/2016, in continuità con l’originaria funzione dell’istituto risalente al 1903.

Il compito assegnato è ampio: formazione, aggiornamento e specializzazione del personale impiegato nei settori forestale, ambientale e agroalimentare. Non riguarda quindi solo i nuovi arrivati, ma anche chi già opera nella specialità e deve mantenere aggiornate competenze tecniche e giuridiche in continua evoluzione.

Organizzazione della Scuola e centri di addestramento

La Scuola è retta da un Generale di Brigata del Ruolo Forestale, che è anche Direttore Editoriale della rivista online Silvae, consultabile sul sito istituzionale. Questo doppio incarico segnala il peso della componente scientifica e divulgativa nella cultura della specialità.

Sul piano organizzativo, la Scuola svolge funzioni di direzione, coordinamento e controllo dei Centri Addestramento della sede e di quelli distaccati di Rieti, Castel Volturno in provincia di Caserta e Ceva in provincia di Cuneo. L’obiettivo dichiarato è assicurare unitarietà di indirizzo addestrativo.

C’è poi una novità recente sul fronte internazionale. L’11 marzo 2024 il Centro Addestramento di Sabaudia è stato riqualificato come Centro di Eccellenza per la Tutela Ambientale, destinato alla formazione di operatori internazionali.

Chi insegna

La docenza non è affidata solo a personale interno. La formazione specialistica coinvolge esperti esterni, tra cui docenti universitari, magistrati e referenti di agenzie, accanto ai militari del Ruolo Forestale.

La scelta ha una logica precisa. Le materie trattate spaziano dal diritto penale ambientale alla selvicoltura, dalla normativa comunitaria agroalimentare alle tecniche di indagine, e richiedono competenze che nessuna singola istituzione possiede per intero.

Il ciclo forestale dei 123 vincitori allievi 2026

Per il 2026 il percorso previsto per i 123 vincitori allievi conferma l’impostazione descritta all’inizio. La formazione forestale arriva dopo il corso base dell’Arma e si sviluppa in un ciclo di durata pari o superiore a tre mesi.

Il punto centrale, per chi si sta orientando, è capire che si tratta di un passaggio interno. Non esiste un concorso civile separato che porti direttamente alla specialità: si diventa prima Carabiniere, poi si accede al percorso che qualifica per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare.

Chi vuole prepararsi può lavorare in anticipo su due fronti. Il primo è la conoscenza dell’organizzazione: sapere come si distribuiscono i quattro comandi, cosa fanno i NIPAAF, come funzionano i Nuclei CITES e i Reparti Carabinieri Biodiversità aiuta a orientarsi fin dai primi giorni di corso. Il secondo è la familiarità con la normativa ambientale e agroalimentare, che costituisce la materia prima del lavoro quotidiano.

Il passo concreto successivo è semplice: verificare i bandi e i requisiti di accesso all’Arma sui canali ufficiali dei Carabinieri, perché è da lì che parte l’intero percorso, e consultare la pagina istituzionale della Scuola Forestale Carabinieri per seguire gli aggiornamenti sull’offerta formativa.

Domande frequenti

Cosa fanno i Carabinieri Forestali?

Svolgono funzioni di polizia forestale, ambientale e agroalimentare. Controllano il territorio, tutelano boschi, parchi, acque, biodiversità e filiere produttive e contrastano gli illeciti ambientali. Le attività sono distribuite tra il CUFAA, il Comando Tutela Forestale e dei Parchi, il comparto biodiversità, il comando ambientale e quello agroalimentare, ciascuno con reparti e specializzazioni proprie.

Come si fa a diventare carabiniere forestale o a entrare nei Carabinieri Forestali?

La specialità forestale si raggiunge dopo essere entrati nell’Arma dei Carabinieri: non è una porta d’accesso civile autonoma. Per il 2026, i 123 vincitori allievi sono destinati alla formazione forestale dopo il corso base, con un ciclo formativo di almeno tre mesi presso la struttura addestrativa dedicata.

Qual è il numero dei Carabinieri Forestali e come si fa una segnalazione?

Per un’emergenza ambientale è attivo il numero 1515, corrispondente al Servizio di Emergenza Ambientale dei Carabinieri Forestali. Per una segnalazione ordinaria conviene contattare il reparto territoriale competente o il parco interessato, utilizzando i recapiti ufficiali pubblicati dall’ente.

Quando la Forestale è diventata Carabinieri?

Il Corpo Forestale dello Stato è stato assorbito nell’Arma dei Carabinieri in attuazione del D.Lgs 177/2016. Il CUFAA è stato istituito il 25 ottobre 2016 e il passaggio operativo di funzioni e personale è stato completato dal 1° gennaio 2017.

I Carabinieri Forestali sono militari?

Sì. Il CUFAA è una struttura militare dell’Arma dei Carabinieri. Chi opera nella specialità mantiene quindi lo stato giuridico militare, con funzioni specialistiche di polizia forestale, ambientale e agroalimentare.

I Carabinieri Forestali hanno il potere di arrestare?

I NIPAAF sono servizi di polizia giudiziaria, attivi sia di iniziativa sia su delega della magistratura. Non è però corretto affermare che qualunque Carabiniere Forestale possa arrestare in qualsiasi situazione: i poteri concreti dipendono dalla legge e dalle circostanze del caso.

Chi sono i Carabinieri del CITES?

Sono i reparti che applicano la Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione e contrastano il commercio illegale di animali e vegetali tutelati. Il sistema comprende 34 Nuclei CITES e 9 distaccamenti collegati al Raggruppamento CITES.

Cosa significa CUFAA e chi è il comandante attuale?

CUFAA sta per Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari. Il comandante è il Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, in carica dal 18 dicembre 2024. Per un riscontro formale conviene verificare la pagina istituzionale dell’Arma.

Cosa sono i NIPAAF dei Carabinieri?

Sono i Nuclei Investigativi di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale, servizi di polizia giudiziaria inseriti nei Gruppi Carabinieri Forestali. Si occupano di indagini su reati ambientali, forestali e agroalimentari, dagli illeciti sui rifiuti agli incendi boschivi fino alle frodi alimentari.

Cosa fanno i Carabinieri per la Tutela Agroalimentare?

Contrastano le frodi agroalimentari, verificano la corretta destinazione dei finanziamenti comunitari e controllano il ciclo produttivo a tutela dei consumatori. Il reparto dispone di un Reparto Operativo centrale e di 5 Reparti interregionali. Nei controlli ufficiali il CUFAA accerta le violazioni, mentre alcune sanzioni amministrative restano di competenza dell’ICQRF.

Fonti

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